I Palazzi della Fotografia

Numerose esposizioni di Photofestival sono ospitate all’interno di quattro prestigiose sedi milanesi che sono state ribattezzate “I Palazzi della Fotografia”

 

Photofestival Milano - Palazzo CastiglioniPhotofestival Milano - Palazzo Castiglioni

PALAZZO CASTIGLIONI

Corso Venezia, 47

L’imprenditore Ermenegildo Castiglioni decise nel 1900 di costruire un palazzo in corso Venezia, a Milano, che doveva differenziarsi da tutti gli altri e per questo incaricò della progettazione l’architetto Giuseppe Sommaruga, noto per diverse interessanti soluzioni.

Questo atteggiamento del committente, quasi da nobile del Seicento, volenteroso di manifestare la propria grandezza, si può ritrovare nel palazzo (particolarmente imponente se paragonato al restante Liberty italiano) e nella volontà di realizzare un edificio di uno stile piuttosto nuovo per l’Italia in un contesto tra i più nobili della città.

Al momento dell’inaugurazione l’opinione pubblica si schierò fortemente contro la presenza di due figure femminili poste sopra il portale d’ingresso, fino a ottenerne la rimozione. Le due statue, opera di Ernesto Bazzaro, suscitarono scandalo poiché da un lato risultarono incomprensibili nel loro significato simbolico (in realtà ben rappresentavano l’una la pace e l’altra l’industria) e dall’altro erano troppo procaci e nude. Il portale, rimasto privo di questi due elementi importanti, dovette essere modificato: fu rialzato occupando parte della finestra superiore, la quale nella restante parte fu tamponata da un bassorilievo. Il risultato finale tolse forza all’elemento centrale del palazzo, ovvero il portale e il gruppo di finestre del piano nobile che lo sovrastavano, che adesso risulta della stessa enfasi del portale laterale di servizio, arricchito superiormente da una bella finestra tripartita.
 
 


PALAZZO BOVARA

Corso Venezia, 51

Il palazzo fu edificato nella seconda metà del XVIII secolo in stile neoclassico su progetto dell’architetto Felice Soave (1749-1803) per il conte Giovanni Bovara, professore dell’Università di Pavia e ministro dei Culti del Regno italico. L’edificio è celebre per essere stato, nel periodo napoleonico, sede dell’ambasciata francese a Milano (ove soggiornò anche Stendhal).

Palazzo Bovara, pur di semplice architettura, presenta molti degli stilemi dell’architettura neoclassica milanese: il portale di ingresso è centrato sulla facciata del palazzo e racchiuso tra due colonne di ordine dorico sormontate dalla balconata a balaustrata del piano nobile. Le decorazioni delle finestre, pur sempre austere, sono più vistose nel piano nobile, dove queste sono decorate con timpani alternati triangolari e curvilinei. La facciata è racchiusa in una cornice in bugnato che, come tutte le altre decorazioni, è realizzata in pietra arenaria. L’edificio che doveva la sua fama soprattutto al giardino molto più esteso dell’attuale, dopo i danneggiamenti dell’ultima guerra è stato restaurato da Pietro Portaluppi (1888-1962).

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PALAZZO TURATI

Via Meravigli, 7

Il palazzo fu commissionato da Francesco ed Emilio Turati, commercianti di cotone lombardi. L’edificio, per volere dei fratelli, fu progettato dall’architetto Enrico Combi prendendo ispirazione da Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il progetto fu completato nel 1876. La facciata, dallo stile decisamente neorinascimentale, si presenta quindi immediatamente riconoscibile dal particolare bugnato a forma di diamante, (a imitazione di quello ferrarese di Biagio Rossetti), che ricopre tutto il palazzo fatta eccezione per le finestre a serliana, le lesene e le balconate con finestroni, sempre a serliana, coronati da un frontone decorato. All’interno si trova un cortile porticato ispirato alle forme del Rinascimento lombardo.
Molto ricchi sono gli interni, di cui si segnalano: la “Sala di Flora”, detta anche salottino azzurro, tappezzato in velluto di seta, con specchiere, decorazioni e sculture di Lodovico Pogliaghi e affrescato da Mosè Bianchi; la “Sala di Prometeo”, cosiddetta per il grande camino neorinascimentale sormontato dalla scultura di Prometeo di Lodovico Pogliaghi; il Salone da ballo affrescato alle pareti con “Il Ballo” da Giuseppe Bertini e, nel soffitto, da Luigi Cavenaghi. Il palazzo ha ospitato per tutto il Novecento la sede della Famiglia Meneghina, celebre circolo privato milanese.


Photofestival Milano - Palazzo dei Giureconsulti Photofestival Milano - Palazzo dei Giureconsulti

PALAZZO dei GIURECONSULTI

Piazza dei Mercanti, 2

La costruzione di Palazzo dei Giureconsulti fu voluta e finanziata dal nobile milanese Giovanni Angelo Medici, salito al soglio pontificio con il nome di papa Pio IV, per accogliere il “Collegio dei Nobili Dottori”, ossia le persone che si occupavano della gestione della città. La costruzione viene avviata nel 1562, su progetto di Vincenzo Seregni, nel medesimo luogo su cui sorgeva il palazzo dei notai, inglobando la torre di Napo Torriani, divenuta torre civica.

Il nuovo edificio delimitava interamente uno dei quattro lati di piazza dei Mercanti, al cui centro ancor oggi si trova il Palazzo della Ragione. L’ampio fronte manieristico, sormontato dalla torre con l’orologio, è scandito dall’armonia delle doppie colonne del maestoso porticato ad archi, cui si accede con pochi gradini che salgono dal livello della strada.

Il ritmo della facciata è esaltato dalla corrispondenza tra gli archi del porticato al pianterreno e le finestre rettangolari del livello superiore, decorate con grazia ed eleganza.
In epoca rinascimentale il palazzo aveva ospitato il Collegio dei Nobili Dottori, istituto che formava le figure amministrative dello Stato (senatori, giudici, capitani di giustizia). A partire dall’Ottocento è stato sede della Borsa Valori, del Telegrafo, della Banca Popolare di Milano e infine della Camera di commercio, che nel 1911 acquistò l’intero edificio e da allora ne è proprietaria.