Robert Doisneau: Le merveilleux quotidien

Robert Doisneau

Robert Doisneau
Autoritratto con Rolleiflex, 1947 © Atelier Robert Doisneau

Robert Doisneau appartiene a quel numero di autori la cui fama ha superato i confini del mondo degli appassionati di fotografia per raggiungere il pubblico più vasto. Ciò è dovuto a un fattore solo apparentemente semplice, al fatto cioè che le sue sono immagini dirette, non artefatte, così legate alla realtà da riproporcela in tutte le sfumature di una quotidianità scavata a fondo fino a scoprire la bellezza non nella straordinarietà ma nella normalità. Da qui un titolo azzeccatissimo – “Le merveilleux quotidien” – per la mostra curata dall’Atelier Robert Doisneau (le fotografie sono state scelte dalle figlie che hanno deciso anche la sequenza rigorosamente cronologica) e realizzata da Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e ViDi esposta fino al 3 luglio all’Arengario di Monza, piazza Roma ingresso 9 Euro catalogo Alinari 25 Euro.

Robert Doisneau

Robert Doisneau
La diagonale dei gradini, Parigi, 1953 © Atelier Robert Doisneau

Chi si aspetta di trovare le fotografie più famose che ben conoscono anche quelli che manco sanno chi le ha realizzate è accontentato: ecco i due fratelli che camminano sulle mani e a gambe in su, ecco lo scolaretto seduto al banco con la lavagnetta davanti, ecco soprattutto i due innamorati che si baciano davanti all’Hotel de Ville “una fotografia in cui tante coppie si sono riconosciute anche se poteva essere una sola, per la semplice ragione che in molti avrebbero voluto essere in quella situazione” afferma Doisneau stesso la cui voce registrata è nel video che accompagna, illustrandola, la mostra. Ma sono le fotografie meno famose a rendere questo un appuntamento degno di grande attenzione, già a cominciare con la prima da lui scattata nel 1929 ai sampietrini di un selciato perché, per via della sua timidezza l’allora diciassettenne Robert non osava riprendere le persone. Ecco, dunque, un buon suggerimento: dare uno sguardo ammirato alle opere più note e concentrarsi invece sulle altre per fare preziose scoperte. Si constaterà, per esempio, che già negli anni Trenta fra i suoi soggetti preferiti c’erano i bambini (delizioso il gruppo che costituisce la squadra di football di rue de Panoyaux con tanto di cagnolino-mascotte) seguendo i quali mentre andavano a comprare il latteo giocavano per strada leggeva la realtà della sua Parigi.

Photofestival Milano

Un paio di riprese sono degne di nota: il gruppo di partigiani della liberazione della città nel 1944 messi in posa secondo la loro stessa volontà come una squadra di calcio e la fotografia di una domenica di festa del 1945 con le ragazze sorridenti nei loro vestiti a fiorami e gli uomini che portano la bicicletta a mano. Siamo in una piazza della banlie parigina e oggi quella fotografia racconta di un passato lontano e felice ben diverso dalla realtà contemporanea fatta di povertà sì ma anche di emarginazione. La mostra è arricchita da una serie di incontro coordinati da Piero Pozzi per approfondire la figura di Robert Doisneau.